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Debito per multe non pagate: si rischia il pignoramento casa? #adessonews

Cosa rischia chi non paga la multa stradale: è possibile mettere la casa all’asta?

Che il mancato pagato di una multa stradale possa portare a un pignoramento dei beni è un’ipotesi tutt’altro che rara. Se anche è vero che molti Comuni non si curano di recuperare gli importi delle sanzioni amministrative, è anche vero che altri sono assai solerti nel notificare le cartelle esattoriali o le cosiddette “ingiunzioni fiscali”. Il passo successivo è – o meglio, dovrebbe essere – il pignoramento dei beni. Ma quali beni possono essere aggrediti? In caso di debito per multe non pagate si rischia il pignoramento della casa? In teoria sì, in pratica è assai difficile, se non impossibile. Cerchiamo di capire le ragioni di tale affermazione. 

Mancato pagamento multa: cosa succede?

Se un Comune non riceve il pagamento della multa, regolarmente notificata al conducente, né vede che è stato presentato un ricorso, procede a iscrivere a ruolo il proprio credito: crea cioè un documento interno con cui attesta ufficialmente l’importo dovuto dal cittadino e lo comunica all’agente per la riscossione esattoriale. Questo procede, nei due anni successivi, a notificare la cartella di pagamento.

Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella, in assenza di adempimento, l’esattore procede ad attuare le misure di recupero del credito.

Prima della notifica della cartella, ogni sei mesi scattano gli interessi del 10%. Il debito quindi può crescere abbastanza rapidamente.

Recupero credito multe: come avviene?

La procedura di riscossione dei crediti derivanti dalle multe si vale di due strumenti:

  • le misure cautelari, come il fermo auto e l’ipoteca sulla casa;
  • le misure esecutive, ossia il pignoramento.

Qui di seguito analizzeremo tutte queste misure. Con una precisazione: la possibilità che tali misure vengano attuate dipende dalla solerzia del Comune nell’attivare la procedura di recupero credito. Difatti il credito per multe stradali cade in prescrizione dopo 5 anni. Spirato tale termine è possibile fare ricorso per ottenere la cancellazione del debito.

Fermo auto per multe non pagate

Il fermo auto è possibile anche per debiti minimi. È necessaria la notifica di un preavviso di 30 giorni per dare la possibilità di pagare o chiedere una dilazione.

Viene iscritto su una sola auto (anche se, in teoria, nulla esclude che possa avvenire su più veicoli). 

Lo scopo del fermo è impedire che il mezzo possa essere danneggiato, in vista del suo successivo ed eventuale pignoramento. In realtà, il pignoramento dell’auto non avviene quasi mai: l’amministrazione si limita a disporre il fermo.

Col fermo auto non si può circolare, pena una ulteriore e più salata sanzione amministrativa da 1.988 a 7.953 euro.

L’auto può essere rottamata o venduta, ma l’acquirente dovrà essere messo al corrente del fermo, operando il divieto di circolazione anche per lui.

Per circolare è necessario pagare il debito o chiedere la rateazione e versare almeno la prima rata (che andrà esibita al Pra).

Ipoteca sulla casa per multe non pagate

L’ipoteca sulla casa è possibile solo se il debito supera 20.000 euro, comprensivo di interessi.

Prima dell’ipoteca è necessaria la notifica di un preavviso di 30 giorni. 

L’ipoteca non impedisce di vendere la casa, né tantomeno di abitarla. L’ipoteca dovrebbe precedere il pignoramento anche se è tutt’altro scontato che ciò avvenga: come infatti vedremo a breve, per poter pignorare la casa non devono sussistere ulteriori vincoli.

Pignoramento per mancato pagamento multe

Vediamo ora quali beni si possono pignorare a chi non paga le multe.

Si può innanzitutto pignorare il conto corrente, lo stipendio o la pensione (in quest’ultimo caso, detratto il cosiddetto minimo vitale, pari a 1,5 volte l’assegno sociale). 

Il pignoramento è pari a:

  • un decimo della mensilità se la pensione o lo stipendio non supera 2.500 euro; 
  • un settimo della mensilità se la pensione o lo stipendio supera 2.500 euro ma non supera 5.000 euro; 
  • un quinto della mensilità se la pensione o lo stipendio supera 5.000 euro.

Il conto corrente può essere pignorato per intero, pur sempre nei limiti del debito. Se però si tratta del conto di appoggio a pensione o stipendio, può essere pignorato solo per la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale e, per le mensilità successive in esso accreditate, secondo le percentuali appena indicate. Se vuoi maggiori chiarimenti pratici su tali aspetti leggi Limiti pignoramento.

Pignoramento casa per multe non pagate

Per pignorare una casa è necessario aver accumulato un enorme debito, pari ad almeno 120.000 euro e che la somma di tutti i propri immobili abbia un valore superiore a 120.000 euro. 

Ecco perché è tendenzialmente difficile che per multe non pagate – i cui importi non sono mai così elevati – è difficile subire un’espropriazione forzata.

In ogni caso, non è pignorabile la prima casa. Il divieto di pignoramento della prima casa scatta solo in presenza dei seguenti presupposti:

  • il debitore non deve essere intestatario di altri immobili, neanche per quota;
  • l’immobile non deve essere accatastato nelle categorie A/1, A/8 o A/9;
  • l’immobile deve essere il luogo di residenza del debitore, adibito a civile abitazione.

Solo in presenza di tutti tali presupposti c’è il divieto di pignoramento della casa. Altrimenti vale la regola generale che, come abbiamo visto, consente il pignoramento immobiliare solo al raggiungimento di un debito di almeno 120.000 euro.

Approfondimento

Multe non pagate: sì al pignoramento della casa

Source

“https://www.laleggepertutti.it/564728_debito-per-multe-non-pagate-si-rischia-il-pignoramento-casa”

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